Regione formata da 2 province: Campobasso e Isernia
La
combattuta situazione storica di questa Regione ha lasciato dei profondi
segni che il tempo non ha ancora risanato. Nella storia il Molise fece
parte insieme agli Abruzzi ad una regione romana. Successivamente,
questo territorio divenne terra dei Sanniti; conquistata dai Longobardi,
Saraceni, Bizantini, per finire più tardi terra di Federico II. Fu
allora che il nome Molise prese piede, in quanto tra i diversi feudi nei
quali era divisa, prevalsero i conti Molise. Più tardi nella Regione si
abbatté un crollo economico-sociale, che continuò anche dopo
l’annessione al Regno d’Italia, dove il Molise insieme agli Abruzzi
formarono un’unica Regione. Nel 1963 il Molise si divise dagli Abruzzi
per essere indipendente.
La
zona montuosa comprende i Monti della Meta, nell’ultimo tratto di
Appennino Abruzzese e i Monti del Matese e l’Appennino Sannita che
compongono la parte settentrionale dell’Appennino Campano. Nel Matese le
montagne più elevate sono il Miletto e il Muria. La parte orientale
scende verso il mare con tratti collinosi molto rotondeggianti. Le
montagne e le colline sono molto aride e a causa della composizione del
terreno argilloso, si sono formati profondi solchi. La costa del Molise
è lunga circa 38 km, è molto pianeggiante ad esclusione della zona del
promontorio di Termoli dove è stato costruito un porto artificiale ora
sede della Guardia Costiera e principale attracco per le isole Tremiti.
Il porto è collegato con la Croazia ed ha un attivissimo cantiere
navale.
Il
paesaggio è prevalentemente montuoso e collinoso. Le morbide montagne
sono molto arrotondate e sembrano un tutt’uno con la roccia. Anche nelle
pianure coltivate si trova il terreno roccioso. Caratteristici sono i
muretti intorno ai poderi fatti dai contadini togliendo le pietre dalla
terra che lavorano. I prati dove pascolano le pecore sono molto secchi e
rocciosi. Non si trovano grandi città nella Regione. Le piccole
cittadine si trovano sulle cime dei promontori collinosi. Il litorale
costiero è diventato via via la zona più popolata.
Castello Monforte -
Campobasso
Fontana Fraterna - Isernia
Valle
d'Aosta
Regione formata da una
provincia: Aosta
I Romani dopo aver sconfitto i Salassi, un popolo gallico stabilitosi
nella valle della Dora Baltea nel 25 a.C., fondarono una città dove
sorgeva un accampamento. Fu chiamata in onore di Ottaviano Augusto,
Augusta Praetoria e da quel nome ne deriva il nome attuale della Regione
e della città: Aosta.E’ circondata dalle Alpi Graie dove troviamo il
Gruppo del Gran Paradiso e del Monte Bianco e dalle Alpi Pennine con il
Monte Cervino e il Monte Rosa. Tutta la regione interamente montuosa è
raccolta intorno alla valle formata dalla Dora Baltea, dove si trovano
altre numerose valli: la Val Ferree, la Valle del Gran San Bernardo, la
Val Tournanche, la Val d’Ayas, la Valle di Gressoney, a destra la Valle
della Thuile, la Valgrisanche, la Valsavaranche e la Val di Cogne. I
valichi naturali più importanti che consentono di superare l’alta catena
montuosa sono il Piccolo San Bernardo che collega l’Italia alla Francia
e il Passo del Gran San Bernardo che collega la Valle d’Aosta alla
Svizzera. Questi passi si trovano ad altitudini molto alte, oltre i 2000
m., quindi buona parte dell’anno non sono transitabili a causa della
neve e del ghiaccio. Già il popolo dei Romani usava questi passi come
via di transito della città di Aosta.Nella più piccola regione d’Italia
ci sono le più alte montagne d’Europa. L’aspetto della Val d’Aosta è
quello tipico dell’alta montagna con gole strette e rocciose, punte
altissime, neve e ghiacciai perenni, prati colorati, pascoli, boschi,
piccoli villaggi, case tipiche, alberghi lussuosi e strade con ripide
pendenze.
Basilicata
Palazzo Lanfranchi -
Matera
Toscana
Regione formata da 10 province: Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno,
Lucca, Massa Carrara, Pisa, Pistoia, Prato, Siena
La
zona compresa tra l’Arno e il Tevere era il territorio degli Etruschi o
Tuschi nell’epoca preromana. Il nome della Regione in quei tempi era
Etruria o Tuscia. Successivamente da Tuscia si formò il nome di Toscana.
Solo
con qualche cima, l’Appennino Tosco-Emiliano supera i 2000 metri (Monte
Cimone, Monte Cusna). Nella parte più a nord dell’Arno, l’Appennino
racchiude una zona montuosa formata da montagne più alte: le Alpi Apuane
e la catena del Pratomagno. Tra l’Appennino e la costa troviamo l’Antiappennino
con montagne isolate e più basse; ricordiamo le Colline del Chianti, le
Colline Metallifere, l’Argentario e il Massiccio del Monte Amiata, dove
si trova un antico vulcano spento. I valichi sono importanti perché
favoriscono le comunicazioni tra la Pianura Padana, l’Italia Centrale e
il versante tirrenico. I più importanti sono: il Passo della Cisa, che
collega Massa Carrara a La Spezia, il Passo dell’Abetone tra Pistoia e
Modena, il Passo della Futa e di Raticosa che collegano Firenze a
Bologna e il Passo dei Mandrioli che collega la Toscana Orientale alla
Romagna. Le coste sono basse, uniformi e sabbiose nella zona
settentrionale e dal Promontorio di Piombino fino al Lazio; mentre tra
Livorno e il Promontorio di Piombino sono alte e rocciose. Al largo
delle coste toscane ci sono delle isole che compongono l’Arcipelago
Toscano. Le più importanti sono: la Gorgona, Capraia, l’Isola d’Elba,
Pianosa, Montecristo, l’Isola del Giglio e l’Isola di Giannutri. Le
pianure non molto estese, sono fertili e intensamente popolate. Le
principali sono: il Valdarno Superiore, il Valdarno Inferiore, la
Versilia, le Alpi Apuane e la Maremma un tempo zona paludosa ed ora
bonificata.
Il
paesaggio della Toscana è in gran parte collinoso e montuoso; le poche
aree pianeggianti sono limitate alle zone costiere e al fondo delle
valli. Molteplici sono gli aspetti che offrono un armonioso paesaggio
composto da montagne, colline e pianure. Le montagne fitte di
vegetazione sono coperte di querce, castagni, faggi e abeti. Nelle cime
collinose troviamo gli ulivi, i cipressi, oppure grandi distese
coltivate a vigneti, dove sono costruite in modo isolato case coloniche
o piccoli borghi. Le città ricche di storia sono situate nelle aree
pianeggianti del fondo valle e mantengono ancora conservati numerosi
monumenti e tesori artistici. Zone di spiaggia ancora selvaggia si
alternano con zone balneari moderne. Il terreno e il clima favoriscono
l’agricoltura. Il sottosuolo è abbastanza ricco di minerali.
Torre di Pisa
Palazzo della
Signoria - Firenze
Calabria
Regione formata da 5 province: Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio di
Calabria, Vibo Valentia
Il
territorio della Calabria, anticamente era abitato dai Bruzi,
successivamente fu occupato dai Greci che lo chiamarono Betia.
Successivamente i Romani a loro volta lo trasformarono in Bruttium. Il
popolo Calabro, invece, era situato nella zona della Puglia, nella
Penisola Salentina che si chiamava Calabria. Nei secoli a seguire ci fu
uno strano spostamento di nome. Già ai tempi di Carlo Magno l’antica
zona del Bruzio si chiamava Calabria.
I
rilievi della Calabria sono costituiti dal Monte Pollino, dal Monte
Pellegrino che termina l’Appennino Lucano, dall’Appennino Calabro e
dalla Catena Costiera che si estende lungo la fascia costiera
occidentale. Nella parte centrale si trova il Gruppo della Sila. La Sila
è zona montuosa più estesa della Regione e offre un panorama che nessun’altra
parte appenninica o alpina riesce a dare. La cima più alta è il Monte
Botte Donato alto quasi 2000 m. Sono distinte tre parti: la Sila Grande
nel centro, la Sila Greca a nord e la Sila Piccola a sud. La Sila è una
zona molto ricca di acqua e vegetazione. Nella parte meridionale della
Calabria troviamo l’ultimo gruppo delle Serre e il Massiccio
dell’Aspromonte.
Inserite tra la parte
montuosa e la costa sorgono delle colline interrotte da zone
pianeggianti, le più importanti sono: la Piana di Sibari sulla costa
ionica e la Piana di S.Eufemia e di Gioia Tauro sul Tirreno.
Le coste sono alte e dirupate nel versante tirrenico, mentre sono basse
e sabbiose sul versante ionico. Tra le regioni della penisola
meridionale, la Calabria è quella con il più grosso sviluppo costiero.
Sul Mar Ionio si aprono i golfi di Taranto e il Golfo di Squillace, Il
territorio calabrese è prevalentemente montuoso e collinare. Il
paesaggio si mischia tra i continui aspetti montuosi e collinari che
scendono quasi sul mare, lasciando qualche tratto pianeggiante nelle
zone dove sfociano i fiumi. Due solchi dividono la penisola calabrese in
tre gruppi montuosi ricchi di verdi boschi, pascoli e acque sorgive. La
conformazione del terreno isola i centri urbani dove si accentra la
popolazione. Nei litorali costieri mancano i porti.mentre nella parte
Tirrenica si trovano quello di Sant’Eufemia e di Gioia.
Il territorio calabrese
è prevalentemente montuoso e collinare. Il paesaggio si mischia tra i
continui aspetti montuosi e collinari che scendono quasi sul mare,
lasciando qualche tratto pianeggiante nelle zone dove sfociano i fiumi.
Due solchi dividono la penisola calabrese in tre gruppi montuosi ricchi
di verdi boschi, pascoli e acque sorgive. La conformazione del terreno
isola i centri urbani dove si accentra la popolazione. Nei litorali
costieri mancano i porti.
L’attività agricola
coinvolge la maggior parte degli abitanti della Calabria, anche se si
limita ai soli spazi pianeggianti. Lungo le coste si sviluppano colture
redditizie come le barbabietole da zucchero, tabacco, fiori, ortaggi,
ulivi e arance. Tipica coltura di questa regione è il cedro e il
bergamotto il quale viene esportato in tutto il mondo. Molto abbondante
è anche la coltivazione di fichi e mandorli. Le zone collinari vengono
coltivate a viti. La pastorizia è in declino, mentre fiorenti sono gli
allevamenti di bovini. Sebbene la Calabria sia circondata dal mare, la
pesca non è molto sviluppata. Tipica è la pesca del pescespada nelle
zone vicino allo Stretto di Messina, Bagnara Calabra e Scilla.
Basilica della
Roccelletta
Lazio
Regione formata da 5 province: Frosinone, Latina, Rieti, Roma, Viterbo
Ancor
prima della nascita di Roma, questo territorio era chiamato Lazio, dal
latino Latium, abitato dal popolo dei latini ed era situato nella zona
del basso Tevere. Dopo il periodo dell’epoca repubblicana i confini si
allargarono e con l’ordinamento di Augusto nell’epoca romana, la Regione
comprendeva sia il Lazio che la Campania.
Il
territorio è prevalentemente montuoso e collinoso, mentre le pianure si
trovano in prossimità dei litorali costieri. Nella parte orientale
troviamo una modesta sezione di Appennino, che incastra le zone di
confine con l’Umbria, le Marche e gli Abruzzi. Sorgono in questo
territorio i bassi e isolati Monti Sabini e i Monti Reatini nei quali
sorge il monte più alto: il Terminillo con i suoi 2213 m. Costeggiando
il confine con gli Abruzzi, troviamo i Monti Simbruini e i Monti Ernici
caratterizzati dalla loro siccità e scarsa vegetazione. Tra gli Ernici e
i monti del Preappennino, si trova la valle della Ciociaria, zona molto
fertile dove passano i fiumi Liri e Sacco. La zona settentrionale della
Regione, tra il Tevere e la costa, è occupata da un serie di monti che
sono: i Monti Cimini, i Monti Volsini e i Monti Sabatini. A sud del
Tevere c’è il gruppo dei Colli Albani.
Tutti
questi gruppi montuosi sono molto vecchi, di origine vulcanica e non
superano quasi mai i 1000 m. Nei crateri non più attivi si sono formati
dei laghi. Queste zone sono molto fertili e ben coltivate, in
particolare a vigneti. Nella parte meridionale ci sono i Monti Lepini, i
Monti Ausoni e i Monti Aurunci, le cui creste sono corrose, aride e
solcate da forti frane, perchè trattasi di antichi monti. Lungo tutta la
costa si trova la parte pianeggiante del territorio laziale. A nord,
nella pianura più ampia, troviamo la Maremma laziale che poi continua
con quella Toscana; nella zona centrale c’è la Campagna Romana dove
passa il Tevere; infine a sud l’Agro Pontino, chiamato anche Paludi
Pontine per alcune zone ancora acquitrinose dopo la bonifica del 1930 e
1940. Queste zone pianeggianti molto tempo fa erano delle paludi che poi
nel tempo vennero bonificate e che oggi sono coltivate e suddivise in
poderi. La costa è molto regolare, bassa e sabbiosa. Vi sono alcune
sporgenze come il Capo Linaro, il Delta del Tevere, il Capo Circeo e il
Promontorio di Anzio e di Gaeta dove si trova l’omonimo porto. Di fronte
al porto di Gaeta, troviamo l’Arcipelago Pontino costituito da sei
isolette tutte di origine vulcanica, anche se dei vulcani poco ricordano
vista l’azione incisiva delle onde del mare. La principale è quella di
Ponza.
Basilica si San
Pietro
Lupa di Roma
Colosseo
Liguria
Regione formata da 4 province: Genova, Imperia, La Spezia, Savona.
Già
2000 anni fa la regione comprensiva dell’attuale Piemonte e della
Lombardia era abitata dai Liguri. Anche Torino (dal latino ‘Augusta
Taurinorum’) apparteneva alla Liguria, sotto il controllo dei Romani.
Le
Alpi Marittime che toccano la Liguria sono anche chiamate Alpi Liguri.
Le cime più alte sono il Monte Sacrario (2200 m.) e il Monte Mongioe
(2630 m.). Le Alpi si congiungono all’Appennino dal Colle di Cadibona.
L’Appennino Ligure trova la cima più alta nel Monte Maggiorasca (1799
m.). Le montagne scendono molto rapidamente verso la costa, mentre più
dolcemente digradano nel versante interno, verso le colline del
Monferrato e delle Langhe. I numerosi valichi della Liguria sono poco
elevati, quasi tutti sotto i 1000 metri. I principali passi sono: il
Passo di Cadibona e il Passo del Turchino che portano in Piemonte, il
Passo dei Giovi che immette nella Pianura Padana, il Passo del Bracco
che porta in Toscana e il Passo Cento Croci che porta in Emilia Romagna.
La costa Ligure è
divisa in: Riviera di Ponente da Genova verso ovest e Riviera di Levante
de Genova verso est. Quella di ponente è formata da un susseguirsi di
insenature scogliose, promontori rocciosi e di spiagge strette e
sabbiose, mentre quella di levante sono più i promontori con un apetto
più massiccio e sporgente. Poco distanti dalla costa troviamo le poche
isole delle quali ricordiamo l’isola Gallinara, l’isola Bergeggi, le
isole di Palmaria e quelle di Tito e Tinetto.
Gran
parte del territorio è montuoso e collinoso, scavato da spaziose e
sinuose vallate fino a scendere nella breve fascia di pianura costiera.
La zona montuosa si presenta arida e priva di vegetazione. Nelle zone di
campagna sono poco le case isolate. Gli agglomerati urbani sono
costruiti molto distanti l’uno dall’altro, spesso sopra alle grandi
colline. Anche se la Regione è bagnata da due mari, non esistono porti
molto grandi, come del resto neanche grossi centri urbani.
Genova - Porto
Vecchio
Veneto
Regione formata da 7 province: Belluno, Padova, Rovigo, Treviso,
Venezia, Verona, Vicenza
Al
tempo dei Romani la Regione si chiamò Venetia dal nome dell’antico
popolo che l’abitava. Questa regione si chiamò anche Venezia Euganea,
derivante sempre da antichi abitanti (Euganei) che vennero poi assorbiti
dai Veneti. Con la Venezia Tridentina e la Venezia Giulia, la Venezia
Euganea forma le cosiddette ‘Tre Venezie’.
La
parte settentrionale della regione è costituita per un tratto dalle Alpi
Carniche con la Marmolada, dalle Cime di Lavaredo, dalle Pale di San
Martino e dalle Tofane, mentre al versante orientale delle Dolomiti
appartengono l’Altopiano del Grappa, l’Altopiano di Asiago, i Monti
Lesini e il Pasubio. Ci sono numerosi valichi tra i quali dobbiamo
ricordare il Pordoi e il Passo del Falzarego, che mettono in
comunicazione il Veneto con il Trentino Alto Adige mentre il Passo di
Mauria collega il Veneto con il Friuli Venezia Giulia e infine il Passo
di Monte Croce di Comelico che mette in comunicazione il Veneto con
l’Austria. La Pianura Padana veneta si divide in: alta pianura e bassa
pianura. L’alta pianura è caratterizzata da un terreno molto ghiaioso e
quindi più arido, mentre la bassa pianura si distingue per la ricchezza
di corsi d’acqua dovuti dalla costante irrigazione delle risorgive che
hanno un’importanza notevole per l’agricoltura.
Il
territorio veneto presenta molteplici aspetti: la parte montuosa ha
valli e verdi boschi mentre i laghi sorgono in mezzo ai pascoli. Le
colline sono ricoperte soprattutto di vigneti, da olmi e roveri. Il Lago
di Garda, con il suo clima mite, fa prosperare ulivi e oleandri, mentre
la pianura è coltivata da vigneti e frutteti. Le strade hanno un intenso
traffico e non mancano neanche i grigi stabilimenti industriali. Alcuni
altopiani si alternano da un panorama brullo e roccioso a distese di
boschi e prati dove sorgono piccoli villaggi e località di soggiorno con
alberghi moderni
Leone Alato
Veduta di Venezia
Campania
Regione formata da 5
province: Avellino, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno.
La zona intorno a Capua al
tempo dei Romani si chiamava Agro Capuano che successivamente diventò
Agro Campano e per finire Campania. Questo era il nome dato alla zona
della fascia litorale tirrenica. Con il passare dei secoli, mancando
l’unità del paese, ci furono numerose divisioni della zona, tra cui il
Ducato di Napoli, il Ducato di Benevento, il Principato di Salerno e il
Ducato di Amalfi. Con la costituzione del Regno d’Italia nel 1861, la
Regione riportò il suo nome di Campania, ma con confini nettamente più
estesi.
Il territorio campano è
costituito dall’Appennino Campano che scende verso la costa tirrenica
con catene montuose alternate e gruppi montuosi posizionati in modo
irregolare. Il gruppo della Sella di Conza, divide l’Appennino Campano
da quello Lucano. A nord sono situati i Monti del Matese ai quali
appartiene la cima più alta della Regione con i suoi 2050 metri. Si
prosegue con i Monti del Sanni, i Monti dell’Irpinia e il gruppo dei
Monti Picentini. La Penisola Sorrentina è formata dai Monti Lattari. La
ricca zona del Cilento compresa tra il Golfo di Salerno e il Golfo di
Policastro, da vita ad una fiorente produzione agricola e di pascoli. Le
coste sono frastagliate e formano quattro golfi: il Golfo di Gaeta, il
Golfo di Napoli, il Golfo di Salerno e il Golfo di Policastro. A nord
troviamo il Golfo di Gaeta che per metà è territorio laziale.
La costa si presenta
regolare e pianeggiante. In un solo tratto viene interrotta dalla foce
del Delta Volturno. Scendendo più a sud troviamo compreso tra Capo
Miseno e la Punta Campanella, il Golfo di Napoli. La costa si presenta
con alte scogliere rocciose molto spioventi nelle estremità del Golfo,
fino a scendere con ampie distese pianeggianti nella parte centrale.
Situato tra la Penisola Sorrentina e Punta Licosa si trova il Golfo di
Salerno che si presenta con alte coste rocciose e spioventi nelle
estremità fino a chiudersi verso il centro della Piana del Sele, zona
pianeggiante bonificata quasi completamente nelle zone acquitrinose.
Nella parte meridionale, a sud della Punta Licosa scende nel mare, con
una costa molto frastagliata, alta e rocciosa, l’Altopiano del Cilento.
Capo Palinuro è l’unico posto con le coste sabbiose. Scendendo la costa
verso sud ci sono pendii costieri alti fino a 500 m dal mare, ricchi di
grotte e spettacolari insenature. Nell’estremo sud campano è situato il
Golfo di Policastro, proprio a confine con la Basilicata. Il Golfo di
Napoli racchiude le Isole Partenopee, Ischia, Capri e Procida.
Emilia
Romagna
Regione formata da 9 province: Bologna, Ferrara, Forlì, Modena, Parma,
Piacenza, Ravenna, Reggio nell'Emilia, Rimini.
Nel II secolo a.C. si costruì in onore del console romano Marco Emilio
Lepido una strada che collegava Rimini a Piacenza e si chiamò Aemilia.
Da questa strada è stato dato il nome alla Regione. Nel VI secolo d.C. i
Romani persero questo territorio che venne spartito tra i Longobardi e i
Bizantini, chiamando rispettivamente queste terre Longobardia e Romania.
La zona dell’attuale Romagna era di dominio bizantino. Con l’unità
d’Italia, alla Regione venne ridato il nome originario di Emilia. Solo
nel 1947 è stato assegnato l’attuale nome di Emilia Romagna.
Nella
parte meridionale della Regione ci sono le montagne appenniniche, non
molto alte, formate da rocce friabili e facilmente erose dalle acque,
con frequenti frane e fitti solchi nella roccia. Il tratto
dell’Appennino Ligure confina con il Monte Maggioresca (1799 m.).
L’Appennino Tosco-Emiliano si vede come un’appassita catena montuosa,
nella quale partono moltissimi solchi e insenature in direzione del Po.
Le cime più importanti sono il Monte Cimone e il Monte Cusna che
superano di poco i 2000 m. Le varie sezione di Appennino prendono il
nome delle provincie confinanti, come l’Appennino Piacentino, Parmense,
Reggiano Modenese, Bolognese, Romagnolo. Alcuni valichi congiungono
l’Emilia Romagna con la Toscana e la Liguria. Tra quelli toscani
ricordiamo il Passo della Cisa, il Passo Cerretto, il Passo dell’Abetone,
il Passo della Futa ; il più importante passo che porta in Liguria è
Passo di Cento Croci. La pianura, è formata dalla parte meridionale
della Pianura Padana. Da ovest verso est la pianura va allargandosi
sempre più, fino ad arrivare alla costa adriatica con una larghezza
maggiore di quella lombardo-veneta. Le terre di questa pianura sono
molto fertili.
La
conformazione della Regione si presenta divisa un due sezioni
completamente differenti l’una dall’altra: la prima, situata nella parte
meridionale della Regione, è tutta montuosa e collinosa; la seconda,
quella settentrionale, è tutta pianeggiante. La montagna è
caratterizzata da un senso di abbandono e solitudine, mettendosi in
netto contrasto con la natura che invece si presenta molto abitata,
ricca di varie coltivazioni, con strade piene di traffico e con diversi
fiumi e canali che possono irrigare la campagna. I frutteti si coltivano
a perdita d’occhio e i campi con le vecchie fattorie abbelliscono questi
paesaggi coloratissimi. Anche sul litorale adriatico troviamo due
aspetti contrastanti: quello selvaggio e silenzioso delle valli e delle
lagune e quello delle spiagge sovraffollate che moltissime strutture
turistiche lungo il litorale costiero.
L’agricoltura della Regione è tra le più avanzate d’Italia. Troviamo una
grande varietà di prodotti, e una particolare abbondanza di alcuni di
essi. Questo primato si deve alla posizione geografica e climatica
favorevole e anche perché si usano moderne tecniche di coltivazione e di
organizzazione di vendita delle stesse. L’Emilia Romagna prospera nelle
colture di frumento e barbabietole da zucchero; ai vertici della
produzione di riso, orzo, vino e frutta. Proprio nel settore della
frutta grosse coltivazioni sono quelle di pesche, susine, ciliege,
albicocche e pere. Nel settore vinicolo, ci sono alcuni vini
pregiatissimi come il Lambrusco, il San Giovese, l’Albana. Tra gli
ortaggi si hanno notevoli quantità di cipolle, piselli e pomodori. Sono
coltivate inoltre la canapa e il lino. L’allevamento più praticato è
quello di bovini e suini. L’Emilia Romagna produce un quinto del
prodotto nazionale del bestiame macellato, e un sesto del latte. La
carne suina viene utilizzata per la produzione di salumi. Dal latte
vengono prodotti i tradizionali formaggi: grana e parmigiano. Anche
l’allevamento di polli è sviluppato. La zona più intensa nella attività
della pesca è quella delle Valli di Comacchio, dove si allevano e si
pescano le anguille. La pesca di mare fornisce soprattutto pesce
azzurro.
Simbolo della Ferrari
2 Torri di Bologna - Garisenda e
Asinelli
Marche
Regione formata da
4 province: Ancona, Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro e Urbino.
Ancora prima
dell’arrivo dei Romani, abitavano la regione i Piceni, una popolazione
di origine italica, nelle colline e i Galli Senoni confinati lungo il
litorale costiero. Con le conquiste da parte dei Romani questa zona
venne chiamata, conservando il nome dagli abitanti, Picenum. Ci vollero
circa dieci secoli perché si potesse chiamare Marche. Nella lingua
antica tedesca ‘Mark’ significa regione di confine. Difatti le Marche
divennero zona di confine con il Sacro Romano Impero. I feudi che gli
imperatori davano ai nobili da condurre si chiamavano marchesati, da cui
presero il nome la Marca di Fano, la Marca di Camerino, la Marca di
Ancona. Ecco spiegata la ragione del perché oggi pur essendo una sola
regione il suo nome è al plurale.
Le Marche sono
attraversate dall’Appennino Umbro-Marchigiano, dove viene separato, a
Forca Capine, dall’Appennino Tosco-Emiliano. Nel territorio
settentrionale le cime più alte non superano i 2000 m, ma scendendo
verso sud troviamo la catena dei Monti Sibillini, con il Monte Vettore
che è vetta più alta della Regione (2478 m.). Il paesaggio desolato si
presenta con distese montuose spoglie di vegetazione, dove spuntano le
nude rocce calcaree, insieme a piccole zone di cespugli, interrotte da
qualche bosco. La zona collinare forma una fascia territoriale larga dai
20 a 30 km dalla costa.
L’altezza delle
colline si aggira intorno ai 400 m a causa dell’acqua che per anni ha
corroso le rocce calcaree e argillose delle montagne; spesso troviamo
delle zone con frequenti dislivelli irregolari e piccole valli sparse.
Nell’Appennino
troviamo molti valichi che permettono il passaggio all’Umbria. I più
importanti sono il Passo della Scheggia, la Bocca Serriola, il Fossato
di Vico e il Colfiorito. Il litorale adriatico bagna la costa per circa
170 km; si presenta in un panorama piatto e rettilineo, con le spiagge
sabbiose e ciottolate. L’unico punto dove è interrotta, è quello del
promontorio del Monte Conero (572 m.). In questo punto della costa si è
formato un piccolo golfo, nel quale si è sviluppato il porto di Ancona.
Il territorio è
essenzialmente montuoso collinare per un terzo della Regione.
L’impressione di queste montagne è che sembrano state tirate da un
enorme pettine verso la costa adriatica, lasciando dei profondi solchi
paralleli. Scendendo dai pendii più alti c’è la zona collinare dove sono
costruiti piccoli villaggi, sia medioevali che moderni, case coloniche
isolate, stazioni militari ed edifici sacri. La parte collinare scende
proprio fino alla costa dove si può notare una piccola striscia
pianeggiante. Nelle Marche non esistono delle vere e proprie pianure, ma
degli appezzamenti non molto grandi, sparsi nel litorale adriatico.
Friuli Venezia Giulia
Regione formata da 4 province: Gorizia, Pordenone, Trieste, Udine
Il
nome di questa regione indica una composizione di due zone geografiche
distinte, ma tutte e due derivano dal latino ‘gens Iulia’ (la famiglia a
cui appartiene Giulio Cesare). Friuli originariamente ‘Forum Julii’ era
il nome di un centro commerciale (forum significa mercato), costruito
dai Romani, nell’attuale città di Civedale. Il nome della città poi si
estese a tutta la regione. Venezia Giulia invece è un nome recente che
ricorda gli abitanti Veneti e la ‘Gens Iulia’. Dopo la prima Guerra
Mondiale il territorio dell’attuale regione faceva parte del Veneto,
insieme ad alcune zone della ex-Iugoslavia. Dopo la seconda guerra
mondiale si persero i nove decimi della Venezia Giulia e riunendo il
Friuli con quello che era rimasto della stessa, si istituì l’attuale
Regione.
La
parte settentrionale del Friuli Venezia Giulia è formata dalle Alpi
Carniche e anche se pur minimo, da un breve tratto di Alpi Giulie. Dal
Passo di Monte Croce di Comelico fino alla Sella di Camporosso, si
estendono le Alpi Carniche, le quali con la loro muraglia di protezione
si elevano oltre i 2000 m. Le Alpi Giulie, invece, proseguono dalla
Sella di Camporosso sino al Passo di Vrata, a nord di Fiume. La cima più
alta è il Jôf di Montasio il quale appartiente solo in parte all’Italia
mentre il resto si trova in Slovenia. Il Tagliamento divide le Alpi
dalle Prealpi che sono meno alte, molto rocciose e con poca vegetazione.
Il Passo di Fusine e il Passo di Predil collegano l’Italia alla
Slovenia; il Passo di Monte Croce Carnico porta in Austria.
Il
Passo della Mauria mette i comunicazione la valle del Tagliamento con
quella del Piave, passando nelle Prealpi Carniche.
La pianura di questa regione è la parte finale naturale della Pianura
Padana. Presenta le stesse caratteristiche e si divide in parte alta,
poco fertile e parte bassa molto fertile e irrigata dalle risorgive.
Loggia del Comune di
Pordenone
Stemma del Friuli
Piemonte
Regione formata da 8 province: Alessandria, Biella, Asti, Cuneo, Novara,
Torino, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli
La
Regione deve il nome che porta al fatto di trovarsi geograficamente
parlando "ai piedi dei monti". Nel Medioevo si iniziò a chiamare già in
questo modo una porzione di territorio pianeggiante posto ai piedi delle
montagne alpine. Col passare del tempo rimase lo stesso nome per
indicare un territorio più vasto, che è quello attuale.
Il
Piemonte è toccato dall’Appennino Ligure, dalle Alpi Marittime, dalle
Alpi Cozie che comprendono la vetta del Monviso, dalle Alpi Graie col
Gruppo del Gran Paradiso e del Monte Bianco, dalle Alpi Pennine col
Cervino ed il Monte Rosa e dalle Alpi Lepontine che si estendono nella
parte orientale del Piemonte. Un gruppo di basse colline si scendono
dall’Appennino Ligure verso il nord, sino al Po. Sono le Colline delle
Langhe ricche di frutteti, il Monferrato ricco di vigneti e le colline
di Torino.
A vederla dalla pianura, la muraglia alpina che ripara la regione sembra
inavvicinabile e insuperabile; poi passando per i canaloni strettissimi
si arriva sino ai passi, o valichi che collegano il Piemonte e la
Francia.
In
Piemonte la coltura più importante è quella del riso, del granoturco,
del frumento, di alcuni ortaggi e della frutta. La produzione del vino è
modesta ma di qualità. Ricordiamo alcune qualità pregiate delle
produzioni piemontesi: Barbera, Barbaresco, Barolo, Nebbiolo, Dolcetto e
Grignolino. L’abbondanza dei pascoli naturali permette l’allevamento di
bestiame, soprattutto bovini. Si produce quindi una considerevole
quantità di carne, di burro e di formaggio.
L’industria più importante è quella automobilistica (FIAT con la
produzione di autovetture, autotreni, autocarri, pullman, trattori,
aeroplani, carrozze ferroviarie, locomotori), l’industria meccanica
(macchine per l’ufficio, calcolatrici, apparecchi elettronici per
l’informatica), l’industria chimica (gomme, fibre artificiali e
sintetiche, prodotti farmaceutici, prodotti alimentari e vinicoli) e
infine le industrie del cemento, della carta e della concia delle pelli
Toro - simbolo di
Torino
Udjat
Mole Antoneliana
Sicilia
Regione formata da 9 province: Agrigento, Caltanisetta, Catania, Enna,
Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani
Gli
antichi abitanti, i Sicani, chiamarono questa Regione Sicania. Quando fu
colonizzata dai greci fu denominata Trinachia, per la forma triangolare
che le apparteneva. Il nome Sicilia lo prese dal popolo dei Siculi.
La
maggior parte del territorio è montuoso. Nella zona settentrionale è
situato l’Appennino Siculo, che si divide in tre zone ben distinte: i
Monti Peloritani dai quali scendono le violente fiumane, i Monti Nebrodi
(o Caronie) in parte ricoperte da un misera boscaglia e con cime
tondeggianti e le Madonie, dove si trovano le cime più alte: il Pizzo
Carbonara sfiora i 2000 m. Il resto dell’isola non ha altre catene
montuose, ma dei singoli rilievi staccati. Nella zona occidentale si
trovano i Monti Ghibellini. Nella parte centro-meridionale ci sono
l’Altopiano Solfifero e i Monti Erei; nella zona sud orientale ci sono i
Monti Iblei dove si trova il vulcano dell’Etna. L’Etna è uno dei vulcani
ancora attivi più grandi del mondo. Il suo cono terminale raggiunge i
3269 m. ed è ricoperto gran parte dell’anno dalle nevi. Alcune zone
pianeggianti si trovano nei pressi di Trapani, Marsala e Palermo, dove
sorge la fertilissima Conca d’Oro.
Ai piedi dell’Etna si
trova la Piana di Catania, la quale è la più vasta dell’intera isola.
Le coste sono alte e frastagliate nel litorale tirrenico, sono basse e
in qualche punto acquitrinose nella parte orientale dell’isola, mentre
nella parte meridionale è sabbiosa con dune in alcuni tratti e paludi in
altri. Della Sicilia fa parte l’arcipelago delle Isole Eolie o Lipari
che si trova a nord del golfo di Milazzo. Le isole che costituiscono
l’arcipelago sono: Lipari, Salina, Panarea, Alicudi e Filicudi, Vulcano
e Stromboli. Le ultime due menzionate sono dei vulcani ancora attivi.
L’arcipelago delle Egadi invece si trova al largo della costa
occidentale. L’isola più importante è Favignana. Nel Mar di Sicilia si
trovano Pantelleria e le Isole Pelagie con Linosa e Lampedusa. Nelle
acque del Tirreno sorge l’Isola di Ustica.
La
Sicilia propone i più contrastanti aspetti di tutte le Regioni italiane.
Si possono trovare distese di campi di grano e sterili colline, zone
aride e giardini lussureggianti, le nevi del vulcano e il caldo torrido
della costa, grandi città urbane e deprimenti paesi isolati. Nella zona
delimitata da Palermo, Messina e Siracusa si addensa la maggior parte
della popolazione sicula. Questa zona è molto ricca di vegetazione;
include i monti più alti e i fiumi più lunghi, ma è anche la zona più
piovosa. A sud di questo triangolo, nella parte meridionale dell’isola,
troviamo dei territori molto secchi dove si abbattono i venti caldi
africani.
L’agricoltura è sviluppata soprattutto nelle pianure costiere. I
prodotti principali che si coltivano sono: grano, cereali in genere,
agrumi, vite, ulivo, frutta, legumi e ortaggi. Molto importante è la
produzione di olio e di vino; soprattutto dei vini liquorosi come il
Marsala, il Moscato di Siracusa e il Passito di Pantelleria. Coltivati
intensamente sono il mandorlo, il nocciolo, il fico. Viene coltivato
anche il cotone. L’allevamento in Sicilia non è molto sviluppato: la
pastorizia è sempre più in diminuzione e quella dei bovini scarseggia a
causa della mancanza di foraggio. La produzione di ottimi formaggi
rimane sempre legata all’allevamento. La pesca è molto fiorente, sia
quella del pescespada nel Golfo di Messina, che quella di altura con il
pesce azzurro, tonno, molluschi e crostacei. I porti dove si concentra
di più la pesca sono quelli di Mazara del Vallo e di Sciacca.
Tempio di Segeste
Umbria
Regione formata da 2 province: Perugia, Terni
Originariamente in questa
Regione vivevano due popoli italici antichissimi: gli Umbri e gli
Etruschi. All’epoca romana dell’imperatore Augusto, che determinò i
confini, questa Regione si estendeva fino alla costa adriatica delle
Marche e a occidente lasciava all’Etruria la zona del Lago Trasimeno.
Dopo la caduta dell’Impero Romano la Regione fu spartita tra i
Longobardi e i Bizantini. Nel tempo queste zone rimasero sempre divise
in tanti piccoli stati, tra i quali diventarono molto potenti le
Signorie dei Monferrato e dei Malatesta.
La
maggior catena montuosa dell’Umbria è data dall’Appennino
Umbro-Marchigiano, situato al confine con le Marche. La distesa
dell’Appennino si estende dal valico della Bocca Trabaria a Forca Capine
fino al salire ai Monti Sibillini, nei quali troviamo la vetta più alta
che è il Monte Vettore con i suoi 2478 m.; scendendo verso la conca del
Lago Trasimeno e la valle del Tevere si trovano pareti più ripide e cime
molto arrotondate. Oltre il Tevere, parallele ai monti dell’Antiappennino
tosco e laziale, si trovano altre catene montuose meno importanti e non
molto alte che limitano il confine di sud e sud-est. Tra le alture
appenniniche e quelle antiappenniniche, troviamo numerosi bacini più o
meno grandi, quasi pianeggianti. Le principali zone pianeggianti sono la
valle del Tevere chiamata Val Tiberina e la Valle Umbra, attraversata
dai fiumi Topino, Clitunno e Chiascio. La valle della zona del Tevere
nasce molto stretta e sconnessa, ma dopo Perugia si regolarizza e si
estende in ampi prati verdi. Le altre zone pianeggianti più importanti
sono le conche di Cascia, Norcia, Gubbio, Terni e Gualdo Tadino. Queste
zone sono molto fertili e sono circondate da colline. Nel passato queste
conche erano dei laghi.
Immerso nelle montagne dell’Appennino Umbro-Marchigiano troviamo il
territorio prevalentemente collinoso e verdeggiante dell’Umbria. Tutta
la zona si presenta con un susseguirsi di larghe valli irregolari che
compongono un verde panorama ondulato; per questo motivo viene chiamata
‘Umbria verde’. Nel territorio umbro scorre il Tevere con i suoi
affluenti disposti sia a destra che a sinistra; gli affluenti sono
alimentati a loro volta da torrenti e sorgenti, che affiorano ai piedi
delle montagne e che grazie alla composizione calcarea lasciano filtrare
l’acqua che scende dal sottosuolo, prima di riaffiorare in superficie.
La straordinaria vegetazione è data dall’abbondante acqua del
sottosuolo.
Caratteristica di questo verde panorama è la presenza di numerosi
santuari, che testimoniano la fede fin dai tempi più lontani della
popolazione e i castelli medioevali che fanno immaginare le feroci lotte
e le rivalità dei ricchi.
Pur non mancando le strutture moderne, questa regione mantiene ancora la
sua originalità nelle cittadine, alcune costruite dai popoli Etruschi e
Romani. Durante il periodo del Medioevo, vennero istituiti dei liberi
Comuni, che furono di grande importanza e ricchezza; ciò è dimostrato
dai numerosi edifici pubblici e dalle splendide chiese costruite in
quell’epoca.
Chiesa San Damiano
Assisi
Fontana Maggiore Perugia
Stemma della città di
Perugia - Grifone alato
Lombardia
Regione formata da 11 province: Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco,
Lodi, Mantova, Milano, Pavia, Sondrio, Varese.
Longobardi nel VI secolo d.C., occuparono quasi tutta la Penisola e il
loro territorio si chiamò Longobardia.
In seguito il nome si trasformò nell’attuale Lombardia.
Le
montagne lombarde appartengono alla catena delle Alpi e delle Prealpi,
fatta eccezione dell’Oltrepo Pavese che appartiene agli Appennini. Alla
Lombardia appartengono il tratto orientale delle Alpi Lepontine e le
Alpi Retiche. Le Alpi Retiche si estendono dal Passo dello Spluga al
Passo di Resia, con cime altissime e nomerosi ghiacciai. Al confine con
la Svizzera troviamo il gruppo del Bernina di cui la cima maggiore
arriva ai 4049 m. , e al confine con l’Alto Adige e il Trentino ci sono
i massicci dell’Ortles e dell’Addamello. La Valtellina divide le Alpi
Orobiche dalle Alpi Retiche.
Dalle Alpi Orobiche scendono delle importanti valli: la Val Camonica, la
Val Brembana, la Val Seriana e la Val di Trompia.
Le Prealpi che si
estendono tra il Lago Maggiore e il Lago di Garda, sono ricoperte da
pascoli e boschi. Ricordiamo il gruppo delle Grigne, la Presolana e il
Resegone. I valichi lombardi hanno una grande importanza per i traffici
con l’estero e per le comunicazioni con l’Alto Adige. I principali
valichi sono: il Passo dello Spluga che porta nel Cantone dei Grigioni
in Svizzera, quello dello Stelvio, il più alto d’Europa, che congiunge
la Valtellina con la Val Venosta in Alto Adige e il Passo Tonale che
porta dalla Val Camonica in Trentino. Alla Lombardia appartiene la parte
centrale della Pianura Padana, la quale scende molto dolcemente verso il
mare rallentando ogni corso d’acqua. La composizione del terreno aiuta a
praticare un’agricoltura intensiva nella parte meridionale, lungo il Po,
dove il terreno è argilloso e impermeabile; così facendo l’acqua scorre
in superficie irrigando le varie colture. Nella zona prealpina invece il
terreno essendo ghiaioso lascia passare l’acqua, rendendolo arido e poco
fertile.
Nell’alta pianura prevale la coltivazione di barbabietole da zucchero,
patate e granoturco non avendo bisogno di terreni molto fertili
Leonessa di Brescia
Castello di Mantova
Duomo di Milano
Sardegna
Regione formata da
4 province: Cagliari, Nuoro, Oristano, Sassari
Il nome deriva
dall’antico popolo che la abitava: i Sardi. Colonizzata dai Fenici, poi
dai Greci, fu da questi ultimi chiamate lenusa, perche’ nella sua forma
geografica sembrava la forma di un piede umano.
Il territorio
montuoso è costituito a nord dai Monti Limbara, mentre nella zona centro
orientale sorge il massiccio dei Monti del Gennargentu, la cui vetta più
alta è quella della Punta La Marmora. Staccati verso occidente ci sono i
Monti di Alà, del Goceano, del Margine e altri brevi catene. Nella parte
meridionale dell’isola ci sono i Monti dell’Inglesiente e del Sulcis
dove ci sono delle miniere di piombo e zinco. Nella parte settentrionale
ed orientale le coste sono rocciose, mentre nella parte occidentale e
meridionale le coste sono basse e sabbiose ed in parte paludose. La
Sardegna è una regione con un suo particolare ed unico aspetto. La
vegetazione è composta da distese d’erba e pietre, da querce e sughero,
ulivi e palme, stagni popolati da fenicotteri. Il territorio è
prevalentemente montuoso e collinoso, dove si aprono larghissime valli
verdi con tutte le più svariate sfumature. Le poche aree pianeggianti
sono circondate dalle colline. Rinchiuse da enormi blocchi di roccia,
appaiono lunghissime spiagge di sabbia bianca e rosa. L’ulivo e la vite
sono coltivati nelle zone collinose. Notevole è la produzione di
barbabietole e di arance. Tipico prodotto della Sardegna è la quercia da
sughero. L’allevamento degli ovini esiste fin dalle più antiche
tradizioni. Molto prosperosa è la produzione di formaggi, carne e lana.
-
Nuraghe
4 mori sardi
Puglia
Regione formata da
5 province: Bari, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto.
Nell’antichità
alcuni popoli che popolavano queste terre venivano chiamati Apuli, da
cui prese il nome la zona Abulia. Successivamente cambiarono in Puglia.
Nel periodo romano l’ordinamento augusteo dette il nome a queste terre
con Apulia et Calabria, perché a quel tempo la Penisola Salentina era
ancora denominata Calabria.
Una zona montuosa
sorge al confine della Campania e del Molise, ossia i monti del Dàunia
che si innalzano oltre i 1100 mt. Il promontorio del Gargano è ricoperto
da incantevoli boschi della Foresta Umbra. Nella parte settentrionale
scende fino ai laghi di Lesina e di Varano. Nel versante meridionale
scende molto rapidamente verso il Mare Adriatico e il Tavoliere delle
Puglie che è un’estesa zona di pianura, solcata da torrenti e fiumi.
Molte zone paludose sono state bonificate per renderle coltivabili. A
sud del Tavoliere, sorgono le Murgie, che sono un altopiano ondulato
privo d’acqua e dalla composizione carsica.
Sempre nelle Murgie
si trovano anche le famose Grotte di Castellano, mentre il Salento ha la
stessa natura delle Murgie ma è meno fertile. Le coste sono paludose nei
territori dei laghi costieri. Generalmente sono basse e sabbiose eccetto
un breve tratto del promontorio del Gargano dove sono alte e scoscese.
Il litorale costiero è molto uniforme. Questa sua linearità è interrotta
dal Golfo di Manfredonia dove predominano le montagne del Gargano e dai
porti naturali che sono quello di Taranto, Brindisi e Capo d’Otranto.
La Puglia si pone
ai primi posti per la produzione di olio, vino ed uva da tavola. Molto
importante e’ la produzione di avena e ortaggi, di mandorle, grano duro,
fichi, tabacco e barbabietole da zucchero
Trulli di Alberobello
Trentino Alto Adige
Regione formata da 2 province:
Bolzano e Trento.
Questa regione ha due nomi perchè è composta da due regioni distinte: la
parte meridionale è il Trentino che prende il suo nome dal capoluogo,
cioè Trento, dal latino Tridentum (antico municipio) e la parte
settentrionale Alto Adige, chiamata così perchè è situata nel bacino del
corso superiore di questo fiume. Sud Tirolo è il nome tedesco dell'Alto
Adige perchè fino al 1918 questa regione faceva parte del territorio
austriaco del Tirolo. Successivamente la regione si chiamò Venezia
Tridentina fino al 1948, anno in cui prese il nome attuale.
Imponenti catene montuose caratterizzano le zone di questa regione. A
nord troviamo la catena alpina della Alpi Atesine, a sud le Alpi Retiche
meridionali, a est il massiccio delle Dolomiti è costituito da un tipo
di roccia biancastra ricca di magnesio e calcio. Altre valli da
ricordare sono la Val di Sole, la Val Pusteria, la Val di Non, Val di
Fassa, Valle di Fiemme, Valli di Cembra, la Val Sugana e la Val Gardena.
Il paesaggio del Trentino Alto Adige è composto da enormi massicci
montuosi con dei scintillanti ghiacciai dove tra fitte nebbie si
intravedono le valli. Dai monti e dai ghiacciai, scendono abbondanti le
acque che in moltissimi anni hanno solcato il territorio e scavato le
montagne al punto di trasformare queste zone in meraviglie della natura.
C'è spesso un panorama di frutteti e boschi di conifere, pascoli e
vertiginose pareti di roccia che strapiombano per centinaia di metri;
fiumi e selvaggi torrenti scrosciano tra le rocce.
I principali prodotti che vengono coltivati nelle valli sono: patate,
ortaggi e alberi da frutto (ciliegi, susini e soprattutto meli). Ci sono
vigneti che danno ottimi vini, alcuni dei quali molto pregiati. Il
Trentino Alto Adige è una delle regioni più boscose d'Italia.
Stemma
della città di Trento
Abruzzo
Regione formata da 4
province: Chieti, L'Aquila, Pescara, Teramo.
La regione comincia a chiamarsi Abruzzo
dal latino Aprutium, nel Medioevo, poi successivamente con il Regno di
Napoli fu divisa due parti: Abruzzo Ulteriore e Abruzzo Citeriore. Nel
1860 con l'Unità d'Italia, alla regione era annesso il Molise dove
prendeva il nome di Abruzzi e Molise, da cui fu separata nel 1963.
La regione è prevalentemente montuosa
e collinosa fino a scendere ad est dove troviamo la fascia pianeggiante
della costa. Gli Appennini sono ricoperti da desolati prati e da boschi
con poca vegetazione. Il paesaggio collinare cambia, dando vita a verdi
distese e a ricchi corsi d'acqua. Ulteriore panorama è quello dato dalla
zona costiera dove si ha, nella parte interna a soli 50 km, il paesaggio
Appenninico.
Parchi nazionali da ricordare sono il
Parco nazionale d'Abruzzo, Parco nazionale del Gran Sasso e monti della
Laga e il Parco nazionale della Maiella.
Il terreno ed il clima non consentono
forti colture in questa regione, anche se l'agricoltura ha un grosso
peso per l'economia. Negli abruzzi troviamo i primati nella coltivazione
di fichi, carote ed uva da tavola. La liquirizia ,lo zafferano ed il
miele sono i prodotti tipici.